Il colossal americano in questi giorni nelle sale cinematografiche – Odissea – e il corollario delle polemiche sull’aderenza o meno del film all’opera originaria hanno il merito di aver suscitato interesse per il poema omerico, desiderio di approfondimento oppure semplice curiosità per i vari personaggi o luoghi.
Ecco che, accanto al testo originale integrale (per chi vuole, anche con il testo greco a fronte), i coraggiosi possono cimentarsi in letture che, in un certo senso, espandono l‘Odissea, come Circe (Marsilio – Feltrinelli, 2022) della bostoniana Alice Miller, con la traduzione di Marinella Magrì e una nota di Maria Grazia Ciani.
Nell’avvincente romanzo di Alice Miller prende vita la maga perdutamente innamorata di Odisseo/Ulisse (i cui compagni Circe trasforma in maiali). Circe, figlia del dio del sole Elios e della ninfa Perseide, è scontrosa, ribelle, preferisce alla compagnia degli dei quella dei mortali, di cui condivide dolori, emozioni e sentimenti. Esiliata nell’isola di Eea, non si scoraggia e affina le sue conoscenze botaniche, addomestica le bestie, sviluppa le arti magiche.