Non sono un pesce rosso

non_sono_un_pesce_rossoNon sono un pesce rosso: se voglio posso cambiare, e in meglio“: questo è il titolo del libro del Dott. Waris Umer, pubblicato da Città Nuova, già presentato con successo presso le Biblioteche Rodari e Collina della Pace.

Innanzi tutto: chi è l’autore? Waris Umer, nato in Pakistan nel 1962 e trasferitosi nel 1998, grazie a una borsa di studio, a Roma, ha conseguito il dottorato all’Università Gregoriana nel 2000. È impegnato in una organizzazione umanitaria e in tanti progetti con le scuole, dove promuove la cultura del dialogo e della reciproca conoscenza e comprensione.

La storia consiste nella testimonianza dell’autore come migrante che approda in Italia, Waris-Pesce-rosso.jpgpieno di speranze, ma anche di incertezze, del dolore della separazione dalla propria famiglia e dal proprio Paese. La storia è anche quella di una nuova nascita nel nostro Paese che diventa per Waris una seconda patria, dove incontra l’amore, Pina.

 

 

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Andrew Pisacane in azione allo Statuario

Non capita tutti i giorni di vedere uno “street artist”, un “graffitaro” di qualità in azione. È quello che sta accadendo in questi giorni allo Statuario, precisamente all’Hotel Capannelle (via Siderno, Roma) che, tramite  999contemporary, ha affidato la decorazione delle superfici esterne al newyorkese Andrew Pisacane, in arte Gaia Streetart, residente a Baltimora, nel Maryland (USA).

Il giovane artista, laureatosi in Belle Arti al Maryland Institute College of Art, a Baltimora, vanta tantissime installazioni e opere in mostra in varie parti del mondo – The Baltimore Museum of Art, Rice Gallery, Palazzo Collicola Arti Visive, Berlino ecc. -. Le sue opere di strada sono state documentate da vari giornali, riviste d’arte, libri e cataloghi specializzati sull’arte urbana. Già nel 2010 era considerato uno dei cento artisti di strada più importanti al mondo in Beyond the Street: The 100 Leading Figures in Urban Art (Berlin, Gestalten, 2010).

Nell’opera in corso di realizzazione è possibile rintracciare notevoli citazioni storiche e artistiche che la legano al territorio, come Appio Claudio e l’omonimo Acquedotto, oppure la sagoma di Goethe che rimanda al celebre Goethe in der Roemischen Campagna “Goethe in der Roemischen Campagna (Goethe in the Roman Campagna)“, dipinto nel 1787 da Johann Heinrich Wilhelm Tischbein che aveva ospitato a Roma il famoso scrittore, tutelandone l’anonimato.

Il dibattito sulla street art – vandalismo o arte pubblica? – è sempre piuttosto animato, ma l’efficace narrazione visiva che possiamo ammirare ci fa propendere, in questo caso, per la seconda.

Portico d’Ottavia. Un libro per non dimenticare

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Ecco un …”freschissimo” di stampa (gennaio 2015!): Portico d’Ottavia. Si tratta di un libro illustrato, di grande formato, edito da Laterza (Collana Celacanto), scritto dalla storica Anna Foa e illustrato da Matteo Berton, che ruota intorno all’indirizzo che è anche il titolo del libro e una data – 16 ottobre 1943, quando i nazisti irrompono nelle case del ghetto di Roma e ne conseguono soprusi, violenze, deportazioni…, ma anche gesti di generosità e solidarietà nei confronti degli ebrei discriminati.

Felicità…

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Che cosa hanno in comune questi due visi? Esprimono in modo diverso la loro aspirazione alla felicità. Leggete le loro storie (inventata – ma non troppo – la prima “L’algebra della felicità“, autobiografica la seconda “Io sono Malala“, premio Nobel per la pace).

Una favola per Natale

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Le giornate più corte, il freddo che incalza, le vacanze ormai prossime… Quale occasione migliore per leggere una bella storia da soli o in compagnia? Magari una favola in tema natalizio, come questa, tenerissima, che abbiamo rispolverato, rimettendo in ordine i nostri scaffali: “La stella degli angeli” di Jonathan Snow.

Il piccolo Mark modella una bella stella di creta per adornare l’abete del giardino, ma che brutta sorpresa al mattino, quando la stella non c’è più… Chi l’ha rubata e perché? L’adorato nonno Gus, dall’aldilà, verrà in soccorso di Mark… Il resto scopritelo voi!

La memoria dell’acqua

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Il 22 novembre scorso abbiamo seguito per voi la presentazione de “La memoria dell’acqua. Dalle sorgenti all’Appia Antica fino al cuore di Roma tra mito, natura e storia” (Roma, Iacobelli, 2014) nella suggestiva cornice del Casale museo del Fiscale, in via dell’Acquedotto Felice 120. La sala non è bastata a contenere il numeroso pubblico accorso alla manifestazione.

I tre autori – Marta Visentin, Pasquale Grella e Pietro Ceruleo -, accomunati dalla passione (oltre che dalla competenza) per la conoscenza, la difesa e la valorizzazione dell’ambiente naturale, hanno raccontato come è scaturita l’idea di realizzare il volume, come siano state necessarie tante verifiche sui posti descritti – itinerari, luoghi, sentieri, testimonianze storiche della Valle dell’Aniene e del Parco dell’Appia Antica -, oltre al normale lavoro a tavolino per documentarsi, verificare informazioni ecc.

Tanti simpatici aneddoti hanno stuzzicato l’interesse dei partecipanti, tanto che le copie disponibili sono andate letteralmente a ruba. Anche noi ne abbiamo comprata una che trovate a vostra disposizione in biblioteca.

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