20.01.2017 In attesa della Madonna di Fatima

20170120_1651161Un momento importante per la vita parrocchiale: fervono infatti i preparativi a S.Ignazio di Antiochia per accogliere al meglio l’effigie benedetta della Madonna di Fatima. Vi aspettiamo domani alle 17:15 alla Comunità di Capodarco, da cui partirà la processione verso la Chiesa parrocchiale per la celebrazione delle ore 18:00 di accoglienza della statua e di consacrazione a Nostra Signora di Fatima. Non mancate!

Processione mariana (31 maggio 2015 sera)

Processione mariana 2015

Processione mariana 2015



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La statua della Madonna con il bambino portata a spalla dai componenti della Confraternita.

La statua della Madonna con il bambino portata a spalla dai componenti della Confraternita.

Il mese mariano si è concluso con la tradizionale processione della statua della Madonna per le vie del quartiere, accompagnata dalla Confraternita S. Maria Regina dello Statuario e S. Ignazio di Antiochia e dalla Statuario Band, diretta dal M.° Pino Marcoaldi.

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S. Ignazio di Antiochia

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In occasione del giorno della memoria di S.Ignazio di Antiochia (17 ottobre), vi proponiamo il seguente profilo del Vescovo antiocheno, martire in Roma, tratto dal 3° volume dell’Enciclopedia del Cristianesimo, diretta da Mons. Silvio Romani (Roma, Tariffi, 1947), p. 755.

Ignazio d’Antiochia, S. – Padre apostolico del sec. I-II. Secondo vesc. di A., scelto da S. Pietro. Durante una persecuzione fu condannato alle fiere e dovette prendere la via di Roma. Sostò a Filadelfia, a Smirne, ove fu accolto dal vesc. Policarpo e donde scrisse alle chiese di Efeso, Tralle e Magnesia, che avevano mandato i vescovi a salutarlo, e alla chiesa di Roma; poi fu ad Alessandra Troade, donde scrisse a Policarpo e alle chiese di Smirne e Filadelfia.

La data del martirio è da porre quasi certamente sotto Traiano (97-117), fra il 107 e il 108, oppure dopo il 115. Le sette lettere, di cui s’è detto con verità essere più che opera d’uomo, sono importantissimi documenti storici, religiosi e letterari del cristianesimo antico. Tali lettere insistono contro i pericoli di un’eresia gnostica e giudaizzante, che vuol conservare il rito di Mosè e attribuisce a Gesù un corpo apparente.

I. esalta con fervore e calore insuperabili l’episcopato monarchico: il vescovo dev’essere rispettato come il Signore che parla per sua bocca (Ef. 6,1); egli è simbolo del Padre, mentre i presbiteri sono il sinedrio di Dio e il consiglio degli apostoli (Trall., 3,1; Magn., 6,1); al vescovo bisogna obbedire; è valida solo l’Eucarestia celebrata da lui o da un suo incaricato; dov’è il vescovo, ivi sia il suo popolo, come la Chiesa è ovunque sia Gesù; chi onora il vescovo è onorato da Dio; chi fa qualcosa contro il vescovo rende un servizio al diavolo (Smirn., 8-9,1). Nella lettera ai Romani, la più nota, la più elevata ed eloquente delle sue epistole, I. esprime tutta la sua brama di martirio ed il timore che i Romani tentino di impedirglielo. In essa la frase «alla presidente dell’amore» è un chiaro riconoscimento del primato della Chiesa di Roma e del Papa.”

Chi ama il latino può consultare una interessante edizione antica, la Vindiciae Epistolarum S. Ignatii, pubblicata a Cambridge nel 1672, contenente uno studio del presbitero Joanne (John) Pearson (1613-1686), con cui difendeva l’autenticità delle lettere ignaziane.

Segnaliamo inoltre il programma delle celebrazioni ignaziane che si terranno dal 17 al 19 ottobre 2014.