Mostra fotografica sulla storia della parrocchia dello Statuario

È stata inaugurata ieri 17 ottobre 2012 una nuova mostra fotografica che sarà visitabile fino a domenica 21 p.v. La mostra, curata dal fotografo Giuseppe Tonsini in collaborazione con Ubaldo Ubaldini (in rappresentanza del Comitato Ignaziano), ripercorre i momenti più significativi della storia della parrocchia.

Agenda: 17 ottobre, giorno della memoria di S.Ignazio di Antiochia

Domani, 17 ottobre 2012, per la comunità parrocchiale dello Statuario sarà un giorno importante: la festa del proprio Patrono, Sant’Ignazio di Antiochia. La comunità è invitata alla celebrazione delle ore 18, presieduta da Mons. Mario Grech, vescovo di Gozo (Malta), e concelebrata dal presbiterio parrocchiale, da Mons. Giusepppe Attard, per 22 anni pastore di questa comunità, e da un numero di preti che hanno trascorso qualche tempo come vice-parroci, collaboratori o seminaristi nella nostra parrocchia. A seguire, l’inaugurazione della mostra fotografica e un’agape in Sala Polivalente.

La festa di domani chiude un anno intenso, particolarmente significativo per questa comunità e il suo quartiere.

Anno Ignaziano 2011-2012

Al via il cosiddetto “Anno Ignaziano 2011-2012” che sarà ricco di stimoli spirituali, sociali e culturali sia per approfondire la figura di S.Ignazio di Antiochia (a cui è dedicata la parrocchia dello Statuario) e l’attualità del messaggio, sia per celebrare – il 18 settembre 2012 – i sessant’anni della fondazione della parrocchia, che ha svolto nel corso del tempo (e continua a svolgere) un ruolo importante non soltanto nella cura delle anime, ma anche nello sviluppo del quartiere.

Vigili (del fuoco) per una biblioteca …vigile!

Il vigile Tonio con Enzo nella Biblioteca Statuario (1993)

Una biblioteca “vigile”, cioé attenta ai suoi utenti, pur nella limitatezza delle risorse, cerca di soddisfare i bisogni dei propri frequentatori. È quello che cerca di fare la Biblioteca Statuario, forse anche perché nel suo DNA è rimasto qualcosa dell’impegno, tra i tanti volontari che l’hanno voluta, di due vigili del fuoco, Antonio e Marco.

Antonio, in particolare, ci ha fatto una bella sorpresa inviandoci la foto (che qui lo ritrae con Enzo) e i suoi ricordi di quel periodo.  Riportiamo uno stralcio del suo messaggio:

“Era il lontano 1993 e trovandomi presso le scuole antincendio VVF di Roma per il servizio militare, frequentai per alcuni mesi la vostra parrocchia di S. Ignazio di Antiochia, conobbi alcuni di voi. Ricordo i nomi di Teresa Russo, Gianluca, Monica, Guglielmo, Tiziana, Enzo (a dire il vero se dovessi incontrarli oggi non penso di riconoscerli). Stavano lavorando ad un progetto ambizioso: costituire una biblioteca parrocchiale. Fu così che, con un altro mio collega (Marco), ebbi l’onore di dare un insignificante contributo alla nascita della Biblioteca Statuario. Da allora di cose e di persone ne sono sicuramente cambiate tante, ma, leggendo dalle vostre pagine internet, lo spirito d’iniziativa è sempre lo stesso se non più forte.”

Notize da Gozo

Abbiamo appena saputo che si è spento un grande benefattore della nostra parrocchia, il vescovo emerito di Gozo Monsignore Nicola Giuseppe Cauchi.

Lo abbiamo visto poche volte in mezzo a noi, ma abbiamo visto tanti dei suoi sacerdoti. Parliamo di Monsignore Cauchi che è stato vescovo della piccola diocesi di Gozo dal 1972 fino al novembre 2005, e che è ritornato alla case del Padre lo scorso lunedì 15 novembre, memoria liturgica di San Alberto Magno, vescovo e dottore della Chiesa. Infatti, il governo e magistero di Monsignor Cauchi è stato saggio e lungimirante, cogliendo pienamente lo spirito del Concilio Vaticano II appena concluso.

Una delle decisioni che prese subito dopo il suo ingresso nella diocesi di Gozo come suo pastore è stata quella di inviare all’estero per almeno due anni i nuovi sacerdoti appena ordinati. È stata una decisione (confermata dal suo successore, il vescovo Mario Grech) che negli anni si è mostrata provvidenziale: in tal modo i preti giovani avevano l’occassione di maturare come pastori delle anime grazie all’approfondimento negli studi e anche all’esperienza pastorale in un contesto diverso da quello locale. La nostra parrocchia, dalla venuta di Don Giuseppe Attard come parrocco fino ad ora, è stata e rimane protagonista in questa esperienze di arrichimento reciproco, accogliendo dei sacerdoti (e negli ultimi anni anche dei seminaristi) di Gozo.

Per questo è nostro dovere ringraziare il Signore per questo Pastore che grazie alla sua saggezza e lungimiranza ha dato tanto alla Parrocchia di S.Ignazio di Antiochia, sapendo anche che di noi e del nostro amore verso i “suoi” (ormai nostri) sacerdoti poteva essere più che certo. I funerali a Gozo si terrano oggi mercoledì 17 novembre pomeriggio. In parrocchia la messa delle 18.00 sarà in suo suffragio. Il Signore dia a questo nostro benefattore l’eterno riposo.

(Foto dall’Archivio Parrocchiale: Il vescovo Cauchi nel 50° Anniversario di Sacerdozio nella nostra parrocchia il 30 ottobre 2002)

Foto da un matrimonio a Sant’Ignazio

1957-10-14_matrim 1 (Small)  1957-10-14_matrim 2 (Small)

Forse non tutti sanno che il primo matrimonio della chiesa dello Statuario è stato celebrato il 14 ottobre 1957, cioè appena due giorni dopo la dedicazione della chiesa a Sant’Ignazio di Antiochia. Quel giorno, Renzo Martino e Elsa Malometti furono uniti in matrimonio dal parroco di allora, don Giovanni Scorza (qui nella foto con gli sposi e il chierichetto Luigi Loreti).

S.Ignazio di Antiochia allo Statuario 50 anni fa

Il 12 ottobre è ricorso l’anniversario dell’intitolazione della Chiesa. Vi proponiamo alcune pagine (223-224) tratte dal libro di Virgilio Caselli, pubblicato proprio 50 anni fa, nel 1959, Memorie di martiri in Roma. Visite a 116 chiese, dedicate alla chiesa di Sant’Ignazio di Antiochia.

SANT’IGNAZIO MARTIRE

(Via Squillace)

Questa borgata si chiama Statuario per le numerose statue rinvenute nella vicina antica villa dei Quintili, ora conservate, in gran parte, nei Musei Vaticani. I saggi e ricchi fratelli Quintili, Massimo e Condiano, uomini d’arme e autori d’opere di agraria, furono fatti uccidere, per avidità delle loro ricchezze, da Commodo, che confiscò la loro villa e l’abbellì col capriccioso lusso che gli era abituale. Nel secolo III essa fu ingrandita e restaurata; e nel secolo XV il suo ninfeo fu trasformato in castello. Le maggiori rovine della villa sono sulla terrazza prospiciente l’Appia Nuova, da cui si gode una magnifica veduta dei Castelli Romani.

La borgata è chiamata anche Caroni dal cognome dell’ingegnere Italo che, stipulata nel 1941 una speciale convenzione col Comune di Roma, vi edificò numerosi villini.

Gli inizi dell’attuale, attività religiosa nella zona, risalgono al Natale del 1940, quando le suore bige Elisabettine di Via Marsico Nuovo vi aprirono una cappellina che, in breve, dovette cedere il posto ad un ambiente più vasto sebbene più modesto: un’ampia baracca di legno, la quale, a sua volta, fu sostituita da una spaziosa aula scolastica.

Il 18 settembre 1952, giorno dell’inaugurazione della parrocchia di S. Ignazio, la Pontificia Opera per la provvista delle chiese in Roma approntò un salone nonché alcuni locali per l’abitazione del clero e per le opere parrocchiali. Ne fu progettista l’arch. Tullio Rossi, costruttore il geom. Giovanni Mazzoni, e direttore, per i lavori, l’ing. Francesco Fornari.

La chiesa, progettata dallo stesso arch. Rossi, ad una navata, lunga metri 20,30, larga metri 13,30, con ampia abside, due cappelle laterali e battistero, è d’ispirazione moderna e fu inaugurata nel 1957.

Così anche in Roma fiorisce un centro di culto per il martire Ignazio, il santo grandissimo, insigne per l’elogio da lui fatto della Chiesa romana, «istruita, come egli dice, nella carità dagli stessi apostoli Pietro e Paolo» (Epist. ad Rom.); e per la prova suprema da lui desiderata ed incontrata per Cristo, proprio in Roma, con stupenda generosità. Opportunamente si è voluto che questo centro di devozione per l’insigne atleta delle fede, sorgesse sulla stessa via che egli percorse verso il martirio.

Ottimo auspicio per l’attività religiosa sempre più intensa, richiesta da questa zona in continuo sviluppo, è la grande statua della Vergine, dominante, fra tanti ricordi di statue pagane, sulla sommità della casa parrocchiale, benedetta da Pio XII lo stesso 1° novembre 1954, il giorno della solenne proclamazione pontificia della festa della Regalità di Maria.