Conferenza ignaziana

 Nell’ambito dell’«Anno Ignaziano 2011-2012», si è svolta oggi 22 ottobre 2011, con una buona risposta da parte del pubblico, la conferenza “Sant’Ignazio di Antiochia, maestro di vita cristiana“. Grazie al contributo dei relatori intervenuti, sono stati affrontati vari aspetti, alcuni più specifici legati al martire antiocheno, altri di più ampio respiro inerenti al credere oggi nella società complessa.

Il benvenuto del Parroco don Gilberto Serpi e la presentazione della conferenza a cura di Luisa, responsabile della Biblioteca Statuario e componente del Comitato Ignaziano, hanno aperto i lavori. Padre Enrico Cattaneo, dopo aver puntualmente inquadrato il periodo storico, illustrato i culti allora diffusi – Attis, Mitra ecc. – e le ragioni della grandezza di Antiochia, si è soffermato sulla diffusione del Cristianesimo, sulla figura di Ignazio e sul suo contributo fondante alla cristologia.

Cecilia Romana Costa (Università “Roma Tre”) ha ripreso l’aspetto della esemplarità del comportamento (quale fu quello di Ignazio), con riferimento a quanto Giovanni Paolo II ebbe a sottolineare: mai come oggi c’è “bisogno di testimoni coerenti”; anche la sociologia contemporanea ci indica ciò che efficacemente era stato evidenziato dall’allora card. Ratzinger, che la società odierna ha una “nostalgia struggente di Dio”. Ed è qui che si inserisce l’attualità del messaggio ignaziano, quando definisce il Vangelo, “la novità della speranza”: tanto più necessaria oggi in un mondo che sembra non averne più. La società dei consumi veloci non soltanto degli oggetti, ma anche di affetti, amicizie, amore, religione, è da una parte pervasa da un eccesso di razionalità strumentale, ma dall’altra da superficialità, emotività. Sarebbero necessari – ha puntualizzato la studiosa – tempi lunghi, tempi di riflessione, che la parrocchia, per missione e dimensione, può aiutare. Inoltre, mai come oggi, venuta meno la forza della tradizione, la fede è sempre più una scelta deliberata.

Il giornalista David Murgia, che “legge” (e riferisce), con le lenti del cristiano, quanto avviene nel mondo, ha richiamato la responsabilità dei parroci a vivere più coraggiosamente la vita consacrata in mezzo alla gente, sollecitare testimonianze esemplari anche come antidoto a modelli imposti da certa televisione. C.R.Costa, a questo proposito, ha però sottolineato come la televisione veicoli modelli positivi o susciti, tramite alcune fiction o servizi, interessi e riflessioni.

L’attore Alessio De Caprio (Ass.Cult. “giandeibrughi”), che nel corso dell’incontro aveva letto brani dalle lettere ignaziane, ha concluso l’intenso pomeriggio con una emozionante lettura di un originale credo, elaborato da padre Cattaneo sulla base dei testi ignaziani, pubblicato in “Civiltà cattolica” nel 2010.

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