Appunti dall’incontro del 23.01.2011

Che cosa è emerso dall’incontro con don Carlino Panzeri?  Prima di tutto è emerso che educare non è mai stato facile e che la famiglia è il primo luogo dell’educazione.
Bisogna intensificare gli sforzi per formare persone solide capaci di collaborare con gli altri, dare senso alla propria vita, affrontare le difficoltà.
Il problema maggiore non è tanto la crisi economica ma la crisi sociale: no regole, no sogni, non più desideri.
La famiglia aiuta a stimarsi, a essere capaci di stare in piedi da soli: autonomia, autostima, creatività. Ma tutto questo è appiattito, smorzato dal troppo benessere economico e sociale.
Essere genitore ed educatore è accettare la propria solitudine.
Educare un figlio: credere in un essere, prima che questo abbia dato la prova di essere capace.
Il rapporto che costituisce le fondamenta della struttura familiare è la relazione uomo-donna nel patto o alleanza coniugale. Il primo luogo educativo fecondo di famiglia non è perciò il figlio, il “terzo soggetto”, ma la relazione di coppia. Quello che educa è l’alleanza tra i genitori e, se non c’è una relazione coniugale, la relazione con il figlio diventa possessiva, esclusiva, invadente.

C’è bisogno di regole e limiti con i figli; quando mancano, è perché si vuole evitare la responsabilitá di educare: è invece meglio sbagliare con un’idea chiara piuttosto che per la mancanza di regole. Regole come valori.
Infine, la vocazione fondamentale che emerge dal “Concilio Vaticano II”: nuzialitá, essere sposo, coniugare la propria vita. L’uomo è la sola categoria che Dio ha voluto per se stesso…

(Dagli appunti di Victoria N.)

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