S.Ignazio di Antiochia allo Statuario 50 anni fa

Il 12 ottobre è ricorso l’anniversario dell’intitolazione della Chiesa. Vi proponiamo alcune pagine (223-224) tratte dal libro di Virgilio Caselli, pubblicato proprio 50 anni fa, nel 1959, Memorie di martiri in Roma. Visite a 116 chiese, dedicate alla chiesa di Sant’Ignazio di Antiochia.

SANT’IGNAZIO MARTIRE

(Via Squillace)

Questa borgata si chiama Statuario per le numerose statue rinvenute nella vicina antica villa dei Quintili, ora conservate, in gran parte, nei Musei Vaticani. I saggi e ricchi fratelli Quintili, Massimo e Condiano, uomini d’arme e autori d’opere di agraria, furono fatti uccidere, per avidità delle loro ricchezze, da Commodo, che confiscò la loro villa e l’abbellì col capriccioso lusso che gli era abituale. Nel secolo III essa fu ingrandita e restaurata; e nel secolo XV il suo ninfeo fu trasformato in castello. Le maggiori rovine della villa sono sulla terrazza prospiciente l’Appia Nuova, da cui si gode una magnifica veduta dei Castelli Romani.

La borgata è chiamata anche Caroni dal cognome dell’ingegnere Italo che, stipulata nel 1941 una speciale convenzione col Comune di Roma, vi edificò numerosi villini.

Gli inizi dell’attuale, attività religiosa nella zona, risalgono al Natale del 1940, quando le suore bige Elisabettine di Via Marsico Nuovo vi aprirono una cappellina che, in breve, dovette cedere il posto ad un ambiente più vasto sebbene più modesto: un’ampia baracca di legno, la quale, a sua volta, fu sostituita da una spaziosa aula scolastica.

Il 18 settembre 1952, giorno dell’inaugurazione della parrocchia di S. Ignazio, la Pontificia Opera per la provvista delle chiese in Roma approntò un salone nonché alcuni locali per l’abitazione del clero e per le opere parrocchiali. Ne fu progettista l’arch. Tullio Rossi, costruttore il geom. Giovanni Mazzoni, e direttore, per i lavori, l’ing. Francesco Fornari.

La chiesa, progettata dallo stesso arch. Rossi, ad una navata, lunga metri 20,30, larga metri 13,30, con ampia abside, due cappelle laterali e battistero, è d’ispirazione moderna e fu inaugurata nel 1957.

Così anche in Roma fiorisce un centro di culto per il martire Ignazio, il santo grandissimo, insigne per l’elogio da lui fatto della Chiesa romana, «istruita, come egli dice, nella carità dagli stessi apostoli Pietro e Paolo» (Epist. ad Rom.); e per la prova suprema da lui desiderata ed incontrata per Cristo, proprio in Roma, con stupenda generosità. Opportunamente si è voluto che questo centro di devozione per l’insigne atleta delle fede, sorgesse sulla stessa via che egli percorse verso il martirio.

Ottimo auspicio per l’attività religiosa sempre più intensa, richiesta da questa zona in continuo sviluppo, è la grande statua della Vergine, dominante, fra tanti ricordi di statue pagane, sulla sommità della casa parrocchiale, benedetta da Pio XII lo stesso 1° novembre 1954, il giorno della solenne proclamazione pontificia della festa della Regalità di Maria.

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